Buongiorno filosofi.
Vi accludo una breve presentazione dell'argomento che dovremmo trattare, qualora lo scegliate. Ricordo che in alternativa abbiamo la continuazione del percorso di storia della filosofia, iniziando da dove avevamo sospeso e quindi affrontando Umanesimo e Rinascimento (Campanella, Cusano, Bruno, Ficino etc.) oppure, infine, un approfondimento sulle filosofie orientali. Vi pregherei quindi di inviarmi un messaggio con una semplice lettera indicativa della vostra scelta :
A- si parte con l'identità di genere
B- si riprende il percorso di storia della filosofia
C- si approfondisce la filosofia orientale
grazie
Marcello
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"Dalla liberazione gay all'uguaglianza matrimoniale: una lezione politica da imparare"
La transizione dalla liberazione dei gay all'uguaglianza dei matrimoni tra persone dello stesso sesso esplorando la traiettoria dei diritti degli omosessuali, cioè quello che potremmo chiamare un movimento “dalla strada al tribunale”,i mezzi legali sempre più utilizzati da individui e gruppi per rendere le loro rivendicazioni ricevibili dalle istituzioni politiche e dalla società in generale.
Si potrebbe giungere alla conclusione che il ricorso alla legge come mezzo per raggiungere obiettivi politici e costruire l'identità di gruppo dello stesso sesso rischia di produrre una debole “risignificazione” della matrice eterosessuale convenzionale.
Un modo più efficace per sfidare questa matrice è creare consapevolezza di ciò che si è guadagnato e ciò che si è perduto diventando legalmente visibili.
La questione dell'uguaglianza dei matrimoni tra persone dello stesso sesso oggi è al centro della scena nel dibattito politico. Secondo i sostenitori dell'uguaglianza matrimoniale, il riconoscimento legale per le minoranze sessuali sfida le norme dell'eterosessualità che ancora dominano le società occidentali e conferisce a gay e lesbiche un insieme di benefici simbolici e materiali. Al contrario, teorici queer e radicali
criticano i recenti sviluppi legali, affermando che la revisione dei valori sociali e delle norme legali
sull'omosessualità stanno rafforzando ideali convenzionali circa le corrette relazioni di parentela.
Che i critici abbiano ragione o meno e se il riconoscimento legale sia o no inavvertitamente dannoso per gli omosessuali stessi, non c'è comunque dubbio che negli ultimi quattro decenni qualcosa nelle battaglie per l'uguaglianza sessuale è profondamente cambiato.
Affermerò che uno dei tratti principali di questo cambiamento è quello sociale e politico. Oggi emarginati e
minoranze escluse non sono in grado di connettersi tra loro (come invece avveniva prima degli anni '80). Sosterrò che uno dei fattori chiave è quello che chiamo un movimento "dalla strada al tribunale".
In effetti, uno degli ambiti chiave in cui oggi si svolgono le lotte sociali è il campo legale. Sia nel
civil law che nel common law, le più recenti riforme giuridiche e politiche statali sulla famiglia sono state spinte da vittorie legali per i difensori del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
(I due termini, coniati dalla cultura giuridica anglosassone, distinguono i sistemi che affondano le loro radici, rispettivamente, nella tradizione del diritto romano e nel diritto formatosi in Gran Bretagna dopo la conquista normanna.
Caratteristica propria della common law, infatti, è il suo carattere eminentemente giurisprudenziale, poiché la produzione normativa è affidata in primo luogo al giudice che, redigendo la sentenza, crea il diritto; un diritto applicabile non solo alla controversia in quel momento da lui decisa, ma ad ogni successiva controversia che abbia i medesimi caratteri oggettivi.
Gli ordinamenti di civil law presentano caratteristiche proprie, per certi versi opposte a quelle ravvisabili in quelli di common law. La principale fonte del diritto in questi ordinamenti è infatti costituita dalla legislazione e non dalla giurisprudenza; inoltre, essi si fondano su codici che per ragioni storiche hanno comunque mantenuto un’impostazione di carattere romanistico.)
Per preparare il terreno a questa analisi approfondirò il tema della “risignificazione”, vale a dire,
l'uso provocatorio del linguaggio che sfida l'universo simbolico egemonico e, in caso di successo,
si rivela un potente strumento di cambiamento socio-culturale e politico.
L'uguaglianza matrimoniale rappresenta un caso evidente di risignificazione, per cui il matrimonio cessa di significare la relazione legalmente riconosciuta tra un uomo e una donna. Di conseguenza, la rete di significati e riferimenti evocata dal termine "matrimonio" oggi è diversa da qualche decennio fa. Apparentemente, l'interruzione del binario maschio/femmina ha avuto successo , ha risignificato una delle istituzioni più rilevanti della civiltà occidentale. Se questo sia successo o meno, affermerò che la continua risignificazione del matrimonio nel contesto giuridico-politico degli stati liberali di oggi non implica sfida e sovversione, ma assimilazione e integrazione.
Buonasera filosofi ! Riguardiamo il percorso che abbiamo condiviso nel2025 ed il materiale che abbiamo utilizzato: siamo partiti da S.Agostino. Sant'Agostino (354 - 430) 1. La patristica 1.1. Il diffondersi e il radicarsi del cristianesimo portano all’elaborazione di una filosofia cristiana. 1.2. Tale filosofia, al contrario di quella antica che ricercava la verità, prende le mosse da una verità già rivelata (la parola di Dio), e ha il compito di interpretarla e renderla comprensibile. 1.3. Coloro che si adoperarono nell’elaborazione di una dottrina filosofica del cristianesimo vennero chiamati “padri della Chiesa” e tale dottrina patristica. 1.4. Il principale esponente della patristica fu Sant'Agostino di Ippona. 2. Vita 2.1. Nato nel 354 a Tagaste, in Africa nordoccidentale (l’attuale Algeria), Agostino intraprese gli studi classici, coltivando un particolare interesse per la grammatica, fino ai 19 anni, quando la lettura dell’'Ortensio' di Cicerone lo appassionò...
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