Buonasera filosofi ! Riguardiamo il percorso che abbiamo condiviso nel2025 ed il materiale che abbiamo utilizzato: siamo partiti da S.Agostino. Sant'Agostino (354 - 430) 1. La patristica 1.1. Il diffondersi e il radicarsi del cristianesimo portano all’elaborazione di una filosofia cristiana. 1.2. Tale filosofia, al contrario di quella antica che ricercava la verità, prende le mosse da una verità già rivelata (la parola di Dio), e ha il compito di interpretarla e renderla comprensibile. 1.3. Coloro che si adoperarono nell’elaborazione di una dottrina filosofica del cristianesimo vennero chiamati “padri della Chiesa” e tale dottrina patristica. 1.4. Il principale esponente della patristica fu Sant'Agostino di Ippona. 2. Vita 2.1. Nato nel 354 a Tagaste, in Africa nordoccidentale (l’attuale Algeria), Agostino intraprese gli studi classici, coltivando un particolare interesse per la grammatica, fino ai 19 anni, quando la lettura dell’'Ortensio' di Cicerone lo appassionò alla filosofia. 2.2. Figlio di un padre pagano e di una madre cristiana, Agostino si avvicinò al manicheismo, al quale aderì nel 374. 2.2.1. Manicheismo: Religione fondata nel III secolo d.C. secondo la quale l’universo è dominato da due principi opposti, il Bene e il Male, che si contrappongono in una lotta costante. 2.3. Dopo aver insegnato per alcuni anni retorica a Cartagine, si trasferì a Roma e poi a Milano, dove si convertì al cristianesimo nel 387. 2.4. Nel 391 divenne sacerdote e nel 395 venne nominato vescovo di Ippona, dove rimase fino alla morte, sopraggiunta nell’agosto del 430 Le sue opere più importanti sono 'Le confessioni' e 'La città di Dio'. 3. Fede e ragione 3.1. Prendendo spunto dalla scuola neoplatonica, Sant'Agostino ritiene che la filosofia sia un percorso interiore che ogni uomo deve compiere. 3.2. Nella sua riflessione, infatti, l’uomo deve chiarire sé a sé stesso, cercando di conoscere la propria anima e conseguentemente Dio, in una prospettiva in cui la dimensione soggettiva è il cardine della speculazione filosofica. 3.3. Fede e ragione non sono, dunque, in contrapposizione, ma in un rapporto di influenza reciproca. 3.4. Secondo Agostino Dio illumina l’intelletto umano attraverso le idee. 4. Gli attributi di Dio 4.1. Sant'Agostino pone Dio al vertice della sua concezione ontologica: Dio è l’essere sommo da quale derivano gli altri esseri in una gerarchia, che ha al suo gradino più basso la materia, con una presenza di essere via via minore (angeli, uomo, animali, piante, ecc). 4.2. Gli attributi di Dio sono: 4.2.1. l’essere al sommo grado (Padre) 4.2.2. la verità o 'logos' che si rivela(Figlio) 4.2.3. l’amore (Spirito Santo) 4.3. L’uomo è fatto ad immagine di Dio e quindi ha una natura tripartita (egli esiste, conosce e ama) che si riflette anche sulle sue facoltà che sono: memoria, intelligenza e volontà. L’uomo può vivere secondo lo spirito, avvicinandosi a Dio, o secondo il corpo allontanandosi da esso e abbandonandosi al peccato. 5. Il problema del male 5.1. Agostino fin da giovane si interroga sull’origine del male trovando una prima risposta nel manicheismo. 5.2. Avvenuta la conversione al cristianesimo afferma che il male non esiste in quanto tale, ma è solo una privazione di bene. 5.3. Distingue i mali fisici dai mali morali: 5.3.1. i mali fisici sono mali necessari in quanto parte integrante dell’armonia dell’universo, e quindi sono l’aspetto negativo di un bene molto più grande; 5.3.2. i mali morali sono causati dagli uomini che scelgono il peccato. 6. La concezione della storia 6.1. Nell’opera 'La città di Dio', scritta tra il 413 e il 426, ovvero in un periodo caratterizzato dalle invasioni barbariche e da una forte instabilità politica, Sant'Agostino riflette sul suo tempo. 6.2. Egli afferma che, così come nella vita dell’uomo c’è una tensione tra spirito e corpo, anche nella storia dell’umanità c’è una lotta incessante tra una città celeste, composta da giusti e una città terrena abitata dagli empi. 6.3. In accordo con la filosofia cristiana, Agostino sposa una concezione lineare del tempo che si contrappone a una visione ciclica del tempo. POI SIAMO PASSATI A S. TOMMASO : Abbiamo posto alcune domande a Gemini : La Sintesi Fede-Ragione: Qual è la posizione fondamentale di Sant'Agostino e di San Tommaso riguardo al rapporto tra Fede e Ragione? Individua e spiega brevemente la formula (o il principio) che meglio riassume l'approccio di ciascun filosofo a questa relazione. L'Influenza Filosofica: Quale grande filosofo dell'antichità ha esercitato l'influenza maggiore sul pensiero di Sant'Agostino e quale su quello di San Tommaso? Spiega in che modo questa differente influenza si riflette nella rispettiva concezione dell'uomo o della conoscenza. Il Problema della Conoscenza e dell'Illuminazione: Descrivi la teoria agostiniana dell'Illuminazione (illuminatio) e spiegane la funzione. In che modo questa teoria si differenzia radicalmente dall'approccio di San Tommaso al processo conoscitivo, che valorizza invece l'esperienza sensibile e l'astrazione? La Concezione di Dio e l'Essere: Qual è la principale differenza nella concezione di Dio come Essere? Agostino tende a vedere Dio primariamente in relazione all'anima e alla sua interiorità (più come Verità e fonte di illuminazione), mentre Tommaso sviluppa la dottrina dell'actus purus (atto puro). Spiega come questa differenza influenzi le loro rispettive prove dell'esistenza di Dio. Il Ruolo della Volontà e dell'Intelletto: Nel dibattito tra Volontà e Intelletto (o Ragione) come facoltà superiore, a quale delle due Agostino attribuisce il primato e a quale Tommaso? Spiega sinteticamente le conseguenze di questa scelta sulla loro etica e sulla concezione della libertà umana. ABBIAMO POI STUDIATO AVICENNA : POI ABIAMO PRESO IN CONSIDERAZIONE AVERROE' Riprenderemo il 13 gennaio 2026

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