Buongiorno filosofi. Per chi di voi fosse interessato inserisco nel nostro blog di lettura una discussione su "Academia" che riguarda Giordano Bruno e parte da un articolo apparso sulla stampa e scritto da Vito Mancuso riguardante il grande pensatore (in fondo trovate anche il mio intervento) : ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ARTICOLO DI STAMPA
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- GIORDANO BRUNO I ROGHI DELL'ANIMA L'articolo del prof.#VitoMancuso su #lastampa del 17 febbraio 2022 All'inizio del 1599 il cardinale Roberto Bellarmino, allora gesuita e inquisitore, oggi santo e dottore della Chiesa, offrì a Giordano Bruno la possibilità di salvarsi la vita. La condizione? Abiurare otto proposizioni tratte dalle sue opere. Da otto anni nelle carceri dell'Inquisizione, il filosofo in un primo tempo sembrò accettare, poi però rifiutò e venne arso vivo. Il rogo ebbe luogo a Roma in Campo de' Fiori il 17 febbraio 1600. Perché Bruno non abiurò? Diciassette anni prima, descrivendo a una non meglio conosciuta signora Morgana B. il suo pensiero, aveva dichiarato: «Con questa filosofia l'animo mi s'aggrandisse, e me si magnifica l'intelletto». Egli aveva una filosofia che ingrandiva l'animo e magnificava l'intelletto, e quando il pensiero è vero, vero non nel senso di esatto ma nel senso di autentico cioè radicato profondamente nell'esistenza, trasforma la vita. E se egli rifiutò di abiurare, fu perché sopraggiunse in lui la forza della sua filosofia che gli fortificò l'animo e gli magnificò l'intelletto, mettendolo in grado di affrontare la morte con dignità e coraggio, come testimoniano le cronache del tempo … Ancora oggi tutti noi paghiamo le conseguenze di quel rogo, cui va aggiunta l'abiura alla quale fu costretto Galileo trentatré anni dopo per evitare la fine di Bruno. L'Italia, a quel tempo centro della cultura umanistica e scientifica, iniziò l'involuzione che tutti conosciamo. La ricerca scientifica, che fino ad allora era in armonia con la fede e la spiritualità (Copernico, Galileo, Keplero, Newton, protagonisti della rivoluzione scientifica, erano credenti) prese a distaccarsi dalla religione e oggi gli scienziati sono in maggioranza atei. Lo stesso vale per la filosofia: i più grandi filosofi della modernità erano credenti, ovviamente ognuno a modo suo, si pensi a Cartesio, Pascal, Locke, Vico, Kant, Fichte, Schelling, Hegel, oggi invece i più condividono l'affermazione attribuita a Schopenhauer: «O si pensa o si crede». E per quanto riguarda la spiritualità, ne è scaturita la situazione descritta così da Spinoza qualche decennio dopo il rogo di Bruno: «Per il volgo religione significa tributare sommo onore al clero». Quel "clericalismo", che oggi papa Francesco indica quale male maggiore della Chiesa, non scende dalla luna ma emerge come logica conseguenza della storia. Bellarmino era un gesuita e il fondatore dei gesuiti, sant'Ignazio di Loyola, al termine degli Esercizi spirituali ammonisce: «Per essere certi in tutto, dobbiamo sempre tenere questo criterio: quello che io vedo bianco lo credo nero, se lo stabilisce la Chiesa gerarchica» (Esercizi spirituali, n. 365, tredicesima regola). Questa Chiesa gerarchica che per secoli ha insegnato ad amare se stessa più della verità, che ha voluto custodire il proprio potere più di ogni altra cosa e quindi bruciava le persone che ne mettevano in forse la dottrina, esprime nel modo più evidente la negazione dell'insegnamento di Gesù secondo cui «il sabato è per l'uomo e non l'uomo per il sabato». Ha scritto Karl Barth, uno dei più grandi teologi del Novecento: «La Chiesa ha crocifisso Cristo». Ovviamente non intendeva la Chiesa storica ma l'istituzione che sopprime la libertà della coscienza, la quale (si chiami chiesa, o sinagoga, o partito, o in altri modi) è sempre la medesima e per questo si può dire che l'istituzione che bruciò vivo Giordano Bruno è la medesima che quindici secoli prima aveva fatto crocifiggere Gesù dal potere romano, così come è la medesima che lungo la storia ha condannato, imprigionato e talora ucciso mistici e spirituali (tra cui Margherita Porete, Meister Eckhart, Jan Hus, Michele Serveto, Giulio Cesare Vanini) e che nel Novecento ha perseguitato grandi profeti quali don Romolo Murri, don Ernesto Buonaiuti, padre Turoldo, padre Balducci, don Milani, don Mazzolari, don Arturo Paoli, per limitarmi ad alcuni italiani. Io penso che la piaga purulenta della pedofilia del clero, che affligge la Chiesa in tutto il mondo, abbia molto a che fare con la dittatura intellettuale a cui essa sottopone i suoi membri, esercitando una repressione sulla mente che così non giunge a quella maggiore età simbolo dell'illuminismo descritta da Kant, e così rimane intimamente infantile, e ricerca proprio chi non è ancora adulto. Lo stesso dicasi delle omissioni di denunce alle autorità di polizia dei preti pedofili da parte dei rispettivi vescovi, preoccupati anzitutto di tutelare l'onore della Chiesa gerarchica. Giordano Bruno, interprete radicale di Copernico, rifiutava il geocentrismo e l'antropocentrismo tradizionali sostenendo che la terra non è al centro dell'universo e che gli esseri umani non sono dei privilegiati ma condividono con tutti gli altri viventi la condizione da lui denominata «mutazion vicissitudinale del tutto». In tale universo infinito e senza centro, in cui nessuno occupa una posizione privilegiata e ogni cosa muta secondo incontrollate vicissitudini, si tratta di trovare un orientamento nella vita e questo lo si può fare connettendosi con il divino. Era questo lo scopo della filosofia di Bruno: «Il mio primo e principale, mezzano et accessorio, ultimo e finale intento in questa tessitura fu et è d'apportare contemplazion divina». Questa contemplazione si ottiene tramite un particolare stato interiore che egli chiamava «furore», «eroici furori». Per lui, infatti, tra natura e divinità non c'era nessuna separazione; al contrario, riteneva che «la divina luce è sempre presente; s'offre sempre, sempre chiama e batte a le porte de nostri sensi et altre potenze cognoscitive et apprensive». Si tratta solo di aprirsi alla pienezza della vita e quando la ragione si unisce alla sfera emotiva e sentimentale si ha la condizione privilegiata detta per l'appunto furore. Valgono per lui queste parole di Albert Einstein: «Grandi spiriti religiosi di tutti i tempi si sono distinti per questo tipo di sentimento religioso che non conosce né dogmi né un Dio concepito a immagine dell'uomo… è proprio fra gli eretici di ogni epoca che troviamo uomini carichi del più alto sentimento religioso». I nostri giorni hanno un bisogno enorme di ritrovare una spiritualità all'altezza dei nostri tempi, la quale potrà nascere solo nel dialogo con la scienza e la filosofia, ridando così alla mente quell'armonia e quella fiducia senza cui essa inaridisce e si trasforma in un'asettica e avida calcolatrice. A tal fine però deve scomparire il dogmatismo e deve primeggiare l'amore incondizionato e umile per la ricerca della verità, che nessuno possiede perché è sempre più grande e di cui tutti hanno bisogno. Tra piazza San Pietro e Campo de' Fiori ci sono meno di tre chilometri. Quando un Papa avrà compiuto quei tremila passi andando a omaggiare la memoria di un ex frate domenicano fatto bruciare vivo da uno dei suoi predecessori, allora forse nasceranno le condizioni per la spiritualità di cui il nostro tempo e soprattutto i nostri giovani hanno urgente bisogno. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- INTERVENTI ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Massimo Melli/ 13 giorni fa Questo saggio di Vito Mancuso rappresenta un'accusa nei confronti di una Chiesa che rispecchia gli insegnamenti di Cristo. Dovrebbe essere letto e meditato da tutti i credenti nel Dio di Giordano Bruno, di Spinoza e di Einstein. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Luigi Lazzerini/ 9 giorni fa Come ho già detto scegliendo Venezia Bruno aveva scelto lo stato italiano dove poteva avere i massimi di sicurezza, quello più autonomo da Roma. Avesse scelto che so Firenze sarebbe stato tutto un altro discorso. La domanda della mancata abiura è centrale. L'abiura poteva salvare, ma solo una prima volta, chi si pentiva e ricadeva nell'errore era relapso e quindi destinato al rogo. C'è stato chi tenacemente non ha mai voluto abiurare, ad esempio un valdese di Calabria di nome Pascale. Che Bruno si sia fatto prendere dalla disperazione però non lo escludo. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Massimo Melli/ 9 giorni fa In altre parole se l'è cercato il rogo. Meno male che Spinoza, che era latitante in Olanda, si è salvato: Così Einstein ha potuto salvare dal rogo il suo Dio, che era la Sostanza di Spinoza... -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Marco Toti/ 9 giorni fa Grazie per l'invito. Mancuso è una semianalfabeta. Bruno ottenne quanto cercò con ostinazione. Cordialmente, MT -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Gaetano Tomagra/ 13 giorni fa I nostri giovani hanno bisogno della verità, non delle chiacchiere, allusive e tendenziose (l'unica citazione con riferimenti precisi è quella degli "Esercizi spirituali" di Ignazio di Loyola... non si dice che K. Barth è un teologo luterano, e di un luteranesimo "radicale", per tacere di tutto il resto), di uno a cui rode ancora di essere stato riconosciuto per quello che è: un venditore di tossico... Nell'elenco dei "grandi fumo profeti" perseguitati, credo che in fondo l'autore voglia annover are anche sé stesso... Bah.... io preferisco leggere di meglio, anche perché (come insegna Nietzsche, ma prima di lui tanti altri, fra cui Agostino d'Ippona) le letture non sono indifferenti -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- pier luigi nicolo'/ 12 giorni fa La fino scienza a Galileo non è esistita. Era viva solo per i dettagli e tutto era sotto il controllo della Chiesa. Stupisce che anche uno scienziato vero come Newton fosse affascinato dal pensiero magico. Tommaso d'Aquino col suo "Credo ut intelligam et intelligo ut credam" (credo per comprendere, comprendere per credere) ha posto la fede su un piano superiore alla ragione. Giordano Bruno, come tanti altri, fu arso vivo dalla Chiesa ma credo che anche lui, se avesse potuto, avrebbe arso il cardin ale Bellarmino. Tutti erano presi dalle pulsioni e lontani nel contemporaneo da ogni verità razionale e indiscutibile. Fare differenze fra i vari "spirituali" e le varie epoche e temperie culturali è sbagliato e puerile. Tutto è sempre stato soggettivo al massimo grado e basato sul nulla. L'uomo discende dai primati, e ancora non tutti ne sono convinti. Una scintilla di intelligenza in più, e la capacità di comunicazione verbale, lo hanno dov'è ora. Curioso che abbia preteso, e ancora pretenda , di avere tutte le risposte. L'universo è infinito e muto e non si cura di noi. Tutte le religioni sono in fondo equivalenti e l'ignoranza umana è il loro pane. Accontentiamoci allora di quello che la scienza riesce a scoprire di nuovo ogni giorno.. Tutto il resto è romanzo. Gli spiriti più avveduti hanno sempre un ambito a trascendere la comune condizione, illudendosi di potere comprendere le ragioni oscure della realtà e hanno elaborato complessi sistemi di pensiero che dovrebbero consentire all'uomo di avvicinarsi al vero. Ma tutto è illusorio. L'uomo si trova davanti a una porta chiusa, e credo proprio che tale porta non si aprirà mai. La domanda fondamentale: "Perché tutto questo?" è destinato a restare senza risposta. Già, dimenticavo che tutto potrebbe, dovrebbe, diventare chiaro dopo la morte (c'è sempre questa scappatoia, una possibilità.. le chiese possono stare tranquille). Ma tutto è illusorio. L'uomo si trova davanti a una porta chiusa, e credo proprio che tale porta non si aprirà mai. La domanda fondamentale: "Perché tutto questo?" è destinato a restare senza risposta. Già, dimenticavo che tutto potrebbe, dovrebbe, diventare chiaro dopo la morte (c'è sempre questa scappatoia, una possibilità.. le chiese possono stare tranquille). Ma tutto è illusorio. L'uomo si trova davanti a una porta chiusa, e credo proprio che tale porta non si aprirà mai. La domanda fondamentale: "Perché tutto questo?" è destinato a restare senza risposta. Già, dimenticavo che tutto potrebbe, dovrebbe, diventare chiaro dopo la morte (c'è sempre questa scappatoia, una possibilità.. le chiese possono stare tranquille). -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Antonio Franco/ 10 giorni fa Estimado Vito, gracias por compartir tu estudio y reflexión sobre la filosofía nolana. Entiendo que es irreconciliable su filosofía con el cristianismo y con cualquier religión. Bruno a demostrado en gran parte de sus obras latinas e italianas su posición ante el fenómeno religioso, teniendo un criterio di ricerca a Averroes, Avicena y Maquiavelo sobre la función e importancia de los vínculos religiosos en la comunidad. No obstante, la contemplación filosófica inspirada en la concepción dell'univers o infinito en acto, no solo la restaura de la pseudofilosofía o filosofía vulgar imperante en el período de tinieblas caliginosas y oscurantistas, sino que desnuda la intención de poder oculta en toda religión de manipular la idea de Dios, de elevarse como únicos intérpretes autorizados de su volontario. La infinitud de la naturaleza universal develada y esplicitada por Bruno, demuestra que no hay trascendencia metafísica alguna, el ser es uno, no hay centro, ni arriba (topos hyperuranios) ni abajo la tierra como la sentina del cosmos, sino que la homogeneidad universal necesaria, decapita toda jerarquización como ficticia. La clarísima exposición de Bruno sobre la falsa distinción escolástica entre Potentia Absoluta y Potencia Ordinata que limita y antropomorfiza el concepto de divinidad, pone en Crisis toda la teología cristiana, judía e islámica. Sería para mucho discurrir sobre la riqueza del pensiero ontológico de Bruno e sus implicancias teológicas; muchos estudiosos han scritto ampliamente. Sólo de muestra que por su concepción poligenétiionar, de inicio niega la esistencia de "pecado original" que es la clave de bóveda de toda la teología judeo cristiana, pues si no hay caída, no hay necesidad de redención y de redentor; de allí el carácter de impostura que Bruno atribuye a Cristo. En fin, muy difícil que Clemente VIII, Belarmino y todo ese sanedrín entendieran a Bruno y aún hoy las iglesias cristianis para aceptarlo deberian cuestionar los fundamentos de sus dogmas; algo casi impossibili, quindi sería como negarse como tal. Escuetamente, pero magistralmente, el Nolano escribió en el De Inmenso: "Blasphemia vero est facere Deum alium a Deo" -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Marcello Bovi/ 9 giorni fa Credo che il punto centrale del conflitto di Bruno con la Chiesa sia il suo rifiuto di credere nel peccato originale e nella conseguente concezione di una natura corrotta. La sua visione di un Dio infinito, capace quindi di creare non un solo mondo ma innumerevoli mondi oltre al nostro, che non potrebbero quindi essere coinvolti nel peccato originale, lo porta a credere che il male non sia nella natura ma solo nell'uso che di essa viene fatto. Giordano Bruno evita in tal modo di dare al problema della presenza del male nel mondo, un tipo spiegazione che, ai nostri giorni, risulterebbe tipica del mondo del complottismo : rifiutare di credere che le cose stiano in un certo modo perché questa è la realtà e puntare invece a dire che le cose stanno come stanno soltanto perché c'è qualcuno che ha sbagliato od ha agito male, e che quindi basterà punire/rimuovere chi ha sbagliato per far tornare tutto allo stato di normalità, inteso come trionfo del bene. Questa credenza ci lascia molto più sereni ma risulta quasi sempre falsa. Non possiamo meravigliarci che la Chiesa non lo abbia potuto perdonare.

Commenti

Post popolari in questo blog