PLOTINO Il ritorno all'Uno. La discesa dei molti dall'Uno si conclude con il loro ritorno – epistrophé – allo stesso. Il ritorno all'Uno si attua attraverso una sorta di conversione circolare, grazie al sentimento di nostalgia provato dall'uomo - soggetto centrale dell'etica ascetica plotiniana - per la casa del Padre, il luogo della ragione nel quale l'Uno ricompare come termine della propria azione e Bene universale. Iniziata con il desiderio di un corpo, la caduta dell'anima nel mondo inferiore della sensibilità e della materia prosegue e si conferma, quasi si conforta, con il desiderio di tutto ciò che vi è di esterno al corpo stesso, visto come suo proprio bisogno e sua necessità. In questa attrazione l'anima si attacca ai beni materiali e sensibili, dimenticandosi di se stessa e perdendo le ali del proprio movimento superiore. Sono allora, appunto, la nostalgia e la riscoperta dell'innamoramento con il Dio a riaprire la dimensione interiore dell'anima e a ricongiungere l'anima con se stessa. Plotino indica una serie di tappe, culminanti con la finale e conclusiva ricongiunzione e fusione con l'Uno stesso: la prima di queste è rappresentata dalle operazioni organiche costruite nell'anima dalle virtù platoniche. La temperanza limita le passioni, mentre il coraggio separa l'anima dall'interesse per il corpo; allora con l'intelligenza e la sapienza raggiunte l'anima stessa opera senza l'apporto dei sensi e si abitua con giustizia a far comandare l'intelletto. Liberatasi dall'influsso e dall'influenza del corpo, l'anima può cominciare il viaggio verso l'Uno. ●Il primo passo verso l'intellegibile animato è consentito dalla visione della bellezza nelle opere d'arte. Qui la bellezza viene concepita come riflesso dell'idea nel sensibile e nella materia, secondo una forma dialettica che rieleva l'animo dell'uomo e lo riporta verso l'Uno, all'origine della bellezza stessa. L'anima dell'uomo in questo modo abbandona progressivamente la bellezza che vede traslucere nei corpi sensibili e si innalza – perché innamoratosene - alla bellezza intellegibile, iniziale, riflesso del Bene in sé. Dalla bellezza intellegibile, per retrocessione dialettica e filosofica, l'uomo può finalmente concludere il proprio tragitto, culminando nello stesso Bene in sé. ●L'ultimo passo dell'uomo nel suo ritorno verso l'Uno è contraddistinto dalla necessità di superare la propria dimensione di finitezza e di limitatezza, portata termine con una sorta di trasformazione volontaria, che lo faccia uscire da se stesso e lo faccia permanere in una condizione di stupore estatico, solo di fronte al Solo.

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