I. Importanza e significato della componente politica
1. Le affermazioni della settima lettera
Il Gorgia scritto a 40 anni è la vera proclamazione platonica di una
nuova concezione della politica. Arte, politica e il concetto di Stato
vanno ridimensionati sulle istanze del socratismo.
2. Differenza fra la concezione platonica e la moderna
concezione della politica
Platone riteneva che le Idee del Bene e del Vero dovessero calarsi nella
realtà e divenire politicamente fattivi. La vera politica deve avere di
mira la cura dell’anima.
L’uomo greco. Pensava che la polis e la sua legge costituissero il
paradigma di ogni forma di vita, la polis era non l’orizzonte relativo
ma assoluto della vita dell’uomo. Individuo e cittadino non erano
distinti e quindi lo Stato regolava in maniera totalizzante la vita dei
singoli.
L’uomo moderno ha rinunciato a tutto ciò, l’idealismo politico è stato
abbandonato per il realismo politico di Macchiavelli.
II. La repubblica e la costruzione dello Stato ideale
1. Prospettive di lettura della Repubblica
È importante dire che nel dialogo “Le Leggi” che Platone verrà
proponendo sono innanzitutto leggi di moralità personale in quanto la
politica è fondata sull’etica e non l’etica sulla politica. Ma la
Repubblica per essere opera etica dev’essere al contempo opera
politica. L’uomo può esplicarsi moralmente solo se si esplica
politicamente.
2. Lo Stato perfetto e il tipo di uomo ad esso corrispondente
Lo stato. È essenziale perché nessun uomo è autarchico, nessun uomo
basta a se stesso. Quindi lo Stato nasce sul nostro bisogno.
I custodi. Reggitori e guerrieri.
Le 4 virtù dello Stato. 1) sapienza (σοφία), quindi buon consiglio
(ευβουλία), che è una scienza(επιστήμη). 2) fortezza e coraggio
(ανδρεία). 3) la temperanza (σωφροσύνη), dominio, disciplina
63
(εγκράτεια). 4) la giustizia (δικαιοσύνη): ciascuno deve fare per natura
e quindi per legge quelle cose che è chiamato a fare.
Le 3 parti dell’anima.
3. Il sistema di comunanza di vita dei guerrieri e l’educazione
della donna nello stato ideale
Donna. Chiamata a prestare gli stessi servizi dell’uomo e ammessa al
governo della città.
Eliminazione della famiglia, come nucleo che per Platone faceva
nascere l’egoismo causa della frammentazione dello stato.
Comunismo platonico. nulla a che vedere con a modernità che lo
applica esclusivamente a modelli economici.
I custodi della città “sono molto più nella posizione di un ordine
monastico militare del Medioevo che non in quella di una burocrazia
collettivistica” (Taylor).
L’errore platonica sarà quello di considerare più la razza
dell’individuo, la collettività più del singolo.
4. Il filosofo e lo stato ideale
Porre il filosofo come reggitore dello Stato significa voler porre
l’Assoluto e il Divino come suprema misura e quindi fondamento dello
Stato. Il filosofo infatti raggiunge e contempla il divino. E posto a capo
della città plasma quella.
Il Bene. È preso come supremo modello o paradigma. Vuole essere
l’’ingresso del Bene all’interno della comunità degli uomini. Deve
organizzare la vita associata degli uomini secondo un più elevato
fondamento teologico.
5. L’educazione dei filosofi nello Stato ideale e la cognizione
massima
Nell’educazione la strada più complessa e sui quali molti si fermeranno
sarà quella che riguarda la dialettica. La natura del dialettico sarà la
capacità di vedere l’insieme (σύνοψις), il tendere dell’anima all’intero
(όλον) e al tutto (πάν).
Il filosofo che vorrebbe trascorrere la sua vita contemplando sarà
costretto a re-immergersi nell’attività politica per il dono che ha
ricevuto dallo Stato.
64
6. Gli Stati corrotti e i tipi umani ad essi corrispondenti
Nel dialogo La Repubblica Platone passa ad esplicare le forme di
costituzione degeneri e dei tipi umani ad esse corrispondenti.
Platone vuole dimostrare che più le costituzioni scadono in virtù
peggiori diventano nel procurare la felicità.
Forme degeneri:
1. La Timocrazia. Poggia sul riconoscimento dell’onore. Platone
pensa al regime politico spartano. È sbagliata perché sostituisce
alla virtù l’onore. Mentre nella vita pubblica si fa strada la sete
di onori nella vita privata viene già nascostamente coltivata la
voglia di denaro.
2. L’Oligarchia. Forma di governo basata sulla ricchezza come
valore più alto. Diventa fatale il conflitto tra ricchi e poveri. La
virtù viene trascurata sia dai ricchi che dai poveri e questo
esclude ogni possibilità di mediazione.
3. La Democrazia. Platone la intende nel senso peggiorativo di
demagogia. Viene condannato l’aspetto demagogico della
democrazia, dopo che l’oligarchia ha premiato i ricchi i figli di
questi spendono senza misura le ricchezze accumulate per
procurarsi ogni tipo di piacere, credendo che in ciò consista la
libertà. Ciò comporta che si cerchi sempre maggior ‘libertà’, in
comportamenti sempre più licenziosi: «ognuno vive come gli
pare». Per i giovani diventano sovrani i desideri e i piaceri.
4. La Tirannide. Per Platone rappresenta la peggior
degenerazione, e deriva direttamente dalla degenerazione della
democrazia. Qui ostaggio della turpitudine del tiranno è sia il
popolo che lo Stato stesso.
5. L’aristocrazia. Vale a dire come Stato custodito e retto dai
migliori è per Platone la forma di Stato Ideale.
7. Lo Stato nell’interiore dell’uomo
Se il vero Stato non esiste fuori di noi lo possiamo tuttavia costruire in
noi stessi. “l’essenza dello Stato di Platone non risiede nella sua struttura
esterna ma nel suo nucleo metafisico” (Jaeger).
Nasce qui l’idea di Cittadino di 2 città, della città terrestre e di quella
divina, “il prodotto di dissolvimento interiore dell’unità greca di
individuo e città”.
65
III. L’uomo di stato la legge scritta e le costituzioni
1. Il problema del Politico
Lo Stato ideale viene considerato da Platone realizzabile solo in
dimensione spirituale. Platone maturò il disegno di uno Stato secondo
che differisca da quello ideale per il maggior grado di realizzabilità
storica. Che non si fondi sull’uomo come dovrebbe essere, ma
sull’uomo come effettivamente è. Nello Stato storico la supremazia
deve essere della legge, e bisogna di necessità elaborare costituzioni
scritte inviolabili.
2. Forme di costituzioni possibili
Le costituzioni storiche sono imitazioni di quelle ideali.
3. Il giusto mezzo e l’arte politica
La misura di cui deve disporre il politico non è di tipo matematico, ma
è di natura assiologica, fatta di riferimenti ideali. L’arte del politico ha
per oggetto il giusto mezzo.
4. La finalità delle Leggi e il loro rapporto con la Repubblica
Platone fornisce un modello di legislazione di una Città pressoché
completo. Le Leggi vogliono fornire un esempio, a chi dovesse redigere
costituzioni (allievi dell’Accademia? Amici?) al quale rifarsi. Le Leggi
hanno una grande importanza pratica, in quanto mostrano quali sono
i primi passi immediatamente realizzabili nella costituzione di uno
Stato platonicamente perfetto.
5. Concetti fondamentali delle Leggi
Due punti fondamentali: 1) la costituzione mista tra monarchia e
democrazia è ciò che può portare ad una discreta libertà dei cittadini
che non scada nell’anarchia. 2) l’uguaglianza proporzionale è
essenziale per il mantenimento dello Stato.
Buonasera filosofi ! Riguardiamo il percorso che abbiamo condiviso nel2025 ed il materiale che abbiamo utilizzato: siamo partiti da S.Agostino. Sant'Agostino (354 - 430) 1. La patristica 1.1. Il diffondersi e il radicarsi del cristianesimo portano all’elaborazione di una filosofia cristiana. 1.2. Tale filosofia, al contrario di quella antica che ricercava la verità, prende le mosse da una verità già rivelata (la parola di Dio), e ha il compito di interpretarla e renderla comprensibile. 1.3. Coloro che si adoperarono nell’elaborazione di una dottrina filosofica del cristianesimo vennero chiamati “padri della Chiesa” e tale dottrina patristica. 1.4. Il principale esponente della patristica fu Sant'Agostino di Ippona. 2. Vita 2.1. Nato nel 354 a Tagaste, in Africa nordoccidentale (l’attuale Algeria), Agostino intraprese gli studi classici, coltivando un particolare interesse per la grammatica, fino ai 19 anni, quando la lettura dell’'Ortensio' di Cicerone lo appassionò...
Commenti
Posta un commento