‘O PERICLE PERSINO COLORO CHE HANNO BISOGNO DI UNA LUCERNA VI VERSANO OLIO»
Anassagora di Clazomene 500-428 a.C Per trent’anni, ha professato il proprio insegnamento ad Atene, annoverando tra i vari studenti che lo seguivano anche l’autore di tragedie Euripide e l’uomo politico Pericle. Normalmente, lo si inserisce tra i filosofi presocratici anche se, nella realtà dei fatti, di Socrate (ca. 469-399 a.C.) è stato un contemporaneo.Pericle, assorbito da altre occupazioni, non aveva tempo di badare a lui, il filosofo, vecchio ormai, si mise a letto col capo velato, deciso a lasciarsi morir di fame. Pericle, non appena la cosa gli giunse all’orecchio, si precipitò da lui costernato e lo scongiurò in tutti i modi a desistere dal suo proposito, poiché il suo governo avrebbe perso un consigliere così valente.
Pericle apre le braccia per accogliere un Anassagora assolutamente sfiancato, che ha già perso per strada il proprio mantello e il proprio bastone. Anassagora gli sta mostrando la famosa lampada di terracotta, quest’ultima si trova posata sopra una colonna tronca. Ciò che il filosofo indica allo statista è proprio questa lampada, che, appoggiata su quella colonna, rappresenta perfettamente l’uomo in disgrazia che, immerso nella propria colpa, è però ancora capace di risollevarsi e migliorarsi attraverso la pratica della vera saggezza.Lo invita quindi a praticare di più e meglio la virtù e a non accontentarsi di parlarne.
L’episodio aneddotico viene rappresentato dal pittore neoclassico Claude-Nicaise Perrin in questo olio su tela, presentato al Salon di Parigi del 1791 ed ora conservato nel Musée Girodet a Montargis.
Anassagora riteneva che lo Spirito, l’Intelletto, la Ragione, l’Energia – il Noûs greco – fosse causa di ogni cosa, principio primo dell’universo.A lui si deve quella formula eminentemente moderna secondo la quale «nulla nasce né muore ma le cose che già esistono si combinano e si separano di nuovo». Anassagora affronta le cose stabilendo che il cosmo è semplicemente un ordine senza dèi e che l’unico modo per comprenderlo sia quello di leggerlo sempre attraverso l’immanenza e mai per mezzo della trascendenza: questo mondo è il solo che esiste nell’intero cosmo, e nessun aldilà può riuscire a spiegarne la realtà.--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------(da "Il coccodrillo di Aristotele"- Michel Onfray)------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------
trovate di più nel post del 22 ottobre scorso
Buonasera filosofi ! Riguardiamo il percorso che abbiamo condiviso nel2025 ed il materiale che abbiamo utilizzato: siamo partiti da S.Agostino. Sant'Agostino (354 - 430) 1. La patristica 1.1. Il diffondersi e il radicarsi del cristianesimo portano all’elaborazione di una filosofia cristiana. 1.2. Tale filosofia, al contrario di quella antica che ricercava la verità, prende le mosse da una verità già rivelata (la parola di Dio), e ha il compito di interpretarla e renderla comprensibile. 1.3. Coloro che si adoperarono nell’elaborazione di una dottrina filosofica del cristianesimo vennero chiamati “padri della Chiesa” e tale dottrina patristica. 1.4. Il principale esponente della patristica fu Sant'Agostino di Ippona. 2. Vita 2.1. Nato nel 354 a Tagaste, in Africa nordoccidentale (l’attuale Algeria), Agostino intraprese gli studi classici, coltivando un particolare interesse per la grammatica, fino ai 19 anni, quando la lettura dell’'Ortensio' di Cicerone lo appassionò...
Commenti
Posta un commento