Buongiorno filosofi,
ieri vi ho inviato una mail con un articolo tratto dalla stampa islamica italiana (come avrete notato chi scrive è un convertito all'Islam), che ci mostra il tipo di reazione di quel mondo ai fatti dell'Afghanistan di questi giorni. Patrizia mi ha già risposto, ed io la ringrazio, ma per quello che mi ha risposto debbo dire che avrei voglia di abbracciarla perché mi trova in perfetta sintonia.
Oggi voglio spiegarvi il perché ve lo ho inviato. Si tratta della proposta cui vi avevo fatto cenno. Di una discussione tra noi da preparare per il nostro ultimo incontro mensile di ottobre, nel quale potremmo affrontare il seguente tema :
siamo andati via dall'Afghanistan (anche io e voi), sono tornati i talebani, dopo molti anni e molte morti, ed adesso tutti quanti (anche io e voi) ci sentiamo come colonialisti cui è andata male perché non siamo riusciti ad imporre i nostri valori, falsamente ritenuti universali, non siamo riusciti nell'idea stupida di esportare la democrazia , abbiamo nascostamente curato solo i nostri interessi e dipinto una cultura come medioevale solo perché diversa dalla nostra.
La stampa islamica in questo momento coglie l'occasione per ricordarci tutta la tracotanza con la quale li abbiamo trattati. E posso assicurarvi che non se la prende soltanto con la "Rabbia e l'Orgoglio" di Oriana Fallaci, ma mette sullo stesso piano anche libri meno aggressivi quali "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli" di Khaled Hosseini.
Ma è veramente tutto giusto cosi ????
E soprattutto, se le cose stanno così, possiamo continuare ancora a protestare per Patrick Zaki e cercare i colpevoli della sparizione di Saman Abbas ?
AVETE VOGLIA DI DISCUTERNE ?
Se si inizio a mandarvi il materiale utile a partire dal videolibro (1 ora) della Fallaci,
Un abbraccio
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