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Visualizzazione dei post da ottobre, 2021
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 Buonasera filosofi, mercoledì prossimo avremo l'ultimo appuntamento di ottobre. Avevamo parlato di sospendere per una volta il corso vero e proprio e fare una piccola discussione tra noi riguardo gli argomenti trattati ma anche riguardo il tema della libertà di cui abbiamo visionato alcune conferenze del festival di filosofia di quest'anno. Fatemi sapere se preferite mantenere questo programma o preferite andare avanti con i filosofi greci senza interruzioni. Nel primo caso sarebbe bene che ognuno di noi preparasse un piccolo intervento, anche brevissimo, su un argomento che abbiamo affrontato finora o su uno di quelli relativi alla libertà. Vi riepilogo di seguito i video già inviati : un caro saluto a tutti Marcello

Filosofi pluralisti

I FILOSOFI PLURALISTI  Dopo Parmenide i filosofi successivi non potevano ignorare il rigore e la forza logica del suo pensiero, per cui l’essere è o non è, da cui l’assurdità del pensare che, nel divenire, una cosa che “è” divenga un “non essere” più tale, giacché il non essere è il nulla, è niente, ed il niente non esiste. Tuttavia nemmeno poteva essere negata, d’altro lato, l’evidenza del divenire e la molteplicità dei fenomeni, come asserito da Eraclito. Anche il conoscere, si sosteneva, non può essere esclusivamente attribuito alla ragione logico-astratta dovendosi pur tener conto, inoltre, della conoscenza sensibile. Si trattava allora di conciliare il principio parmenideo dell’immutabilità dell’essere con quello eracliteo del continuo divenire. Nel cercare una sintesi è stata pertanto concepita la sussistenza di una pluralità di elementi, ciascuno eterno e immutabile come l’essere di Parmenide, costituenti il sostrato immodificabile di tutte le cose, ma tali che essi, combina...
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  PARMENIDE  Nasce ad Elea (a sud di Paestum, nell’attuale Campania) intorno al 510 a.C. Ha dato ottime leggi alla sua città ed è stato uomo onorato dai suoi concittadini. È considerato il fondatore della cosiddetta “Scuola elatica”, di cui Zenone e Melisso sono stati i più noti allievi. È morto verso la metà del quinto secolo avanti Cristo. Si deve a Parmenide l’inizio di una nuova fase della filosofia, non più interessata allo studio della natura, del cosmo e della sua origine, ma interessata invece al problema di quale sia la vera conoscenza e la vera realtà. Così, al posto della cosmologia e della filosofia della natura, nascono la gnoseologia e l’ontologia ovvero, rispettivamente, la filosofia della conoscenza e la filosofia dell’essere, di ciò che è. La sua dottrina è esposta in un poema di cui ci restano 154 versi. Due sono i poli attorno a cui si aggira la speculazione di Parmenide: il conoscere e l’esistere. Nel primo vi sono tre modalità: verità, errore, o...
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Eraclito Eraclito. Visse ad Efeso anch'essa, come Mileto, colonia greca nell'Asia minore sulla costa ionica, all’incirca fra il 550 ed il 476 avanti Cristo. Di famiglia aristocratica, fu di carattere schivo e scontroso. Scrisse un libro intitolato "Sulla natura", di cui ci sono 12 pervenuti numerosi frammenti, con uno stile volutamente oscuro ed oracolare, riservato solo ai sapienti. Già i Milesi (i filosofi della Scuola di Mileto) avevano notato l'universale dinamismo delle cose del mondo, che nascono, crescono e periscono, rappresentando tale dinamismo quale caratteristica essenziale dello stesso principio primo. Non avevano però approfondito in modo sistematico tale aspetto della realtà, come invece fa Eraclito. Eraclito, infatti, parte dalla constatazione del generale divenire delle cose (cioè del loro continuo trasformarsi). Egli scrive: "Tutto scorre" (in greco “panta rhei”). "Non si può scendere due volte nello stesso fiume perché è ...